| Wednesday, 19/06/13 ore 13:51 |

| Umane | 20/12/02 |
| La più antica e sfortunata chiesa del mondo |
Costruita nel IV secolo, ha vissuto due terremoti, un'inondazione e una
frana
Il dr. Stephen Hill, archeologo della Università di Warwick, ha scoperto
quella che, probabilmente, è la più antica e sfortunata chiesa del mondo.
Questa fu fondata sul punto più alto di una rupe, poiché, quello era stato
il luogo in cui era stato martirizzato il patrono a cui fu dedicata. Fu
danneggiata da due terremoti, un'alluvione ed una frana, il tutto quando
era appena terminata la sua costruzione. Fu un ripostiglio per l'oppio e,
dopo il suo abbandono fu spazzata via dal mare. Il sito fu scoperto quando il museo turco di Sinope scoprì un pezzo di
mosaico romano di epoca tarda a Ciftik, sulla costa turca del Mar Nero alla
metà del 1990. Il museo chiese a Hill di fare delle ricerche e questi non
solo portò alla luce il mosaico, ma scoprì il sito, prima sconosciuto, di
una grande chiesa del IV secolo d.C. Le analisi del luogo in questione
hanno messo in evidenza il fatto che la chiesa sia stata, probabilmente, la
più sfortunata del mondo. Fu costruita in onore di San Foca, il santo patrono dei giardinieri e dei
marinai, conosciuto per il suo altruismo e ospitalità (ospitò anche i suoi
carnefici e per loro scavò la sua tomba il giorno prima di essere
martirizzato). La chiesa è stata costruita su quella che ora è un rupe
precaria, che deve essere stata il luogo della sepoltura originaria del
santo. Al tempo in cui fu costruito, il sito sorgeva sul fondo di una valle
soggetta a cedimenti invernali di terreno e a frane, dove era azzardata la
costruzione di qualsiasi cosa. Ad ogni modo, la chiesa fu edificata nel IV secolo, nel momento di maggiore
tolleranza dell'Impero Romano nei riguardi del Cristianesimo. Dopo neppure
molto che la struttura principale della chiesa fosse terminata, un
terremoto la colpì e i lati ovest e sud della chiesa vennero gravemente
danneggiati. I costruttori abbandonarono un'intera sezione della
costruzione per l'impedimento dovuto alle macerie dovute allo smottamento.
Terminarono la costruzione ma dovettero rinforzare i rimanenti muri e
alzare il piano d'ingresso, poiché il terremoto aveva fatto sprofondare il
pavimento ad un livello più basso rispetto agli ambienti circostanti. Le disgrazie non vengono mai da sole. Non molto tempo dopo il termine dei
lavori del grande mosaico pavimentale (quello trovato inizialmente dagli
archeologi), un'alluvione si abbatté sulla zona ed il mosaico rimase
sepolto sotto un cumulo di sedimenti. E ancora: un secondo terremoto giunse
quando si stava provvedendo alla parte decorativa e scultorea della chiesa.
Sono infatti stati trovati molti frammetti di sculture non ancora ultimate.
A quel punto, la chiesa fu praticamente abbandonata e quella piccola parte
ancora utilizzabile fu trasformata in una fabbrica di ceramica. Ma non è
finita: poco tempo dopo una frana si abbatté di nuovo sull'edificio e la
zona fu definitivamente abbandonata, per lo meno per un bel po' di tempo.
Il ritrovamento di semi di papavero e dei frammenti di una pipa fanno
pensare che nel medioevo, sotto il portico, resistito per alcuni secoli,
sia stato un ritrovo di fumatori di oppio. Una larga crepa nel terreno mostra oggi che il sito è ancora instabile e
che la chiesa potrebbe avere ancora molti altri giorni sfortunati.
Contatto: Stephen Hill, Stephen.Hill@warwick.ac.uk
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