Il problema dell’amianto è ormai noto alla maggioranza delle persone. Questo minerale naturale dall’aspetto fibroso è un silicato che in passato veniva largamente utilizzato per le sue proprietà eccezionali. E’ incredibilmente resistente al fuoco, offre un buon isolamento eletrico etermico e cosa molto importante, è facile da lavorare.

Sono tanti altri i vantaggi che hanno portato aziende edili e non solo a scegliere l’amianto come materiale di eccellenza per la costruzione delle case, dei negozi etc. Come per esempio la sua facilità di mescolamento con altre sostanze come per esempio il cemento. Inoltre è resistente agli acidi. Per le aziende tutto questo veniva rafforzato dal fatto che costava poco.

L’amianto per tutta questa serie (non trascurabile) di vantaggi è stato usato nel settore dell’edilizia, dei trasporti e dell’industria. Pensate che veniva usato anche per realizzare i freni dei treni, per coprire gli edifici industriali, per creare tubazioni, ma anche cartoni, pavimentazioni, tessuti, arredamento e anche abbigliamento.

Dal 1992 l’uso dell’amianto è stato però vietato in tutti i campi di utilizzo. Cessarono quindi tutte le attività di estrazione, principalmente svolte in Piemonte, nella miniera di Balangero. Dal 1960 al 1990 però, questo minerale fibroso, è stato utilizzato ampiamente e infatti tutt’oggi ci sono aree dove l’amianto è presente.  In questi casi è fondamentale chiamare un’azienda che si occupa di smaltimento amianto a Roma così che venga rimosso e smaltito in modo corretto.

Quali sono i danni dell’amianto?

I danni causati dall’amianto sono tanti. I primi sintomi si possono manifestare dopo molti anni, anche a distanza di 40 anni dal contatto. Il motivo per cui è tanto pericoloso è proprio quello di rilasciare le fibre che sono potenzialmente inalabili dalle persone.

La sua orma più pericolosa è quella dell’amianto friabile. Mentre l’Eternit, cioè il cemento amianto, è meno pericoloso perché al suo interno le fibre ci sono solo al 10 o al 15%.

Il principale motivo per cui è pericoloso però è il fatto che non viene conservato nel modo giusto. E’ qui che le sue fibre vengono disperse nell’ambiente per via dell’acqua piovana, lo stress termico e anche la sollecitazione meccanica. I principali danni sono rivolti ai polmoni, come la cicatrizzazione dei tessuti del polmone, e il cancro ai polmoni.